Miky Bengala ed il romanticismo ottocentesco di “Maison Du monde”

Miky Bengala ama l'heavy metal classico, passando per l'elettronica, soprattutto quella 70's dei kraftwerk o degli italianissimi Automat, ed e' da questi ascolti disordinati e caotici che nasce "Maison Du monde", ultimo singolo in uscita di una serie che vedra' la luce nei prossimi mesi.

Bella Miky Bengala e benvenuto su LiveTrigger Magazine e grazie di essere qui con noi!

Siamo super gasati di averti qui!

Anzitutto raccontaci del tuo nuovo singolo, di cosa parla?

Il mio nuovo singolo “Maison Du monde” è un flusso di riff, suoni, ricordi, immagini e ambizioni: una combinazione di eventi, esperienze positive e negative, dalle quali sono stato travolto nell’ultimo periodo.

Il progetto coinvolge una lineup ancora inedita dal vivo con la quale ho inciso questo singolo, il secondo che pubblico dopo una lunga pausa.

 

Come lo hai composto, da che idea sei partito?

I riff sono sempre ispirati e influenzati da ciò che ho attorno e da ciò che vivo veramente.

Ultimamente passo parecchio tempo in Brianza, nei luoghi dove sono cresciuto e che ho visto cambiare, ma allo stesso tempo rimanere immutati.

Un esempio è la torre raffigurata nella copertina del singolo situata nei giardini della villa Banfi di Carnate.

Sempre uguale, costruita in cemento, ma racchiusa in un contesto che muta di anno in anno e di stagione in stagione verso un progressivo abbandono, dove la protagonista assoluta è la natura, che sta prendendo il sopravvento su tutto.

A tal proposito ho sviluppato un particolare interesse per il romanticismo ottocentesco, per l’arte pittorica figurativa dei paesaggi naturali di David Caspar Friedrich e di William Turner e di tutto ciò che riguarda quel periodo dal quale ho tratto parecchia ispirazione per la composizione di “Maison Du Monde”.

david caspar

David Caspar Friedrich

William Turner

William Turner

 

Quando e come lo presenterai?

L’idea è di far uscire una serie di singoli (uno ogni mese) per poi preparare un tour dopo l’estate.

In questo momento ho due formazioni da studio, una è con Fabrizio Carriero, batterista fusion jazz/rock e Luca Ciffo, chitarrista dei Fuzz Orchestra in veste di producer e tecnico del suono.

L’altra è con Carlo Altobelli proprietario del Toxic Basement Studio per il quale a giorni farò uscire un mini EP di tre brani che verranno pubblicati su musicassette.

Parallelamente sto preparando un live set con la collaborazione di diversi musicisti e performer, qualcosa di particolarmente dinamico, che sarà sviluppato attraverso vari ambienti sonori e generi musicali.

 

miky bengala sit in a forest

Chi sono i tuoi artisti e / o bands preferite?

Le mie preferenze variano dai compositori di colonne sonore come Ennio Morricone, Nino Rota, John Carpenter (che oltre ad essere un regista scrive e dirige le colonne sonore di tutti i suoi film) passando per tutto l’heavy metal classico, fino alla musica classica di Verdi e Vivaldi in testa.

 

Cosa hanno in comune?

Probabilmente sono le atmosfere sinfoniche epiche e orchestrali.

Più che gli artisti in sé, sono affascinato da alcune composizioni di natura anche molto eterogenea, quasi sempre accomunate da un sound orientato verso il dark.

 

In che modo hanno influenzato il tuo stile e il tuo suono?

Ascolto musica di continuo fin da quando sono ragazzino, tutto il giorno, tutti i giorni, anche la notte e se non l’ascolto è perché in quel momento sto suonando.

Personalmente penso di essere influenzato da qualsiasi cosa.

Ogni tanto mi ritrovo a canticchiare motivi pop improbabili o spezzoni del Requiem, i miei ascolti sono sempre stati molto disordinati e caotici.

miky bengala playing bass

 

Qual è la cosa più fica che ti è successa di recente?

Sono stato al Vittoriale degli italiani, “prigione dorata” di Gabriele d’Annunzio, situata sul lago di Garda.

Posto veramente assurdo, bellissimo, fantastico, stupendo.

Inoltre ho visitato il cimitero monumentale di Staglieno un luogo stracolmo d’arte dove si respira la storia, un museo a cielo aperto.

 

Piani per il futuro? Date?

I miei piani per il futuro sono:

  • nuovi riff,
  • nuovi brani,
  • nuove collaborazioni,
  • nuove sperimentazioni e
  • tutto quello che mi passa per la testa.

Il vantaggio di avere un progetto solista è che faccio quello che voglio, come voglio e quando voglio.

Per quanto riguarda le date ho intenzione di ricominciare dal nord Italia per poi spostarmi all’estero, sicuramente nella seconda metà dell’anno.

 

Che ne cosa pensi di Livetrigger?

Penso che sia innovativo, brillante, agile!!!

È un supporto importante e moderno.

 

Come fanno i nostri lettori a seguirti sui social media?